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I Comunicati di MAFIACONTRO


 

9 OTTOBRE 2007

E’ NATA MAFIACONTRO

 

MafiaContro” è il nome della nuova Associazione di cittadini “volontari contro la mafia” voluta e sostenuta dai movimenti aderenti ai Circoli Riformisti del Sen. Carlo Vizzini.

Il nuovo organismo, che si caratterizzerà nell’elaborare analisi e nel proporre soluzioni  in merito ai temi di gestione ed accesso al credito e di lavoro e sviluppo compatibile, dichiara sin da subito il proprio impegno contro chi “uccide gli uomini, le loro libertà, le loro idee e ruba il futuro ai giovani”.

Tra i fondatori di MafiaContro anche il pubblicista Renato Campisi ed il preside Roberto Tripodi, già componenti del Coordinamento Antimafia, l’associazione che tra il 1986 ed 1991 svolse un ruolo di primo piano nella lotta contro le connivenze tra potere politico e criminalità organizzata.

Hanno altresì aderito all’associazione antimafia Rita Maniaci per conto del Circolo Dharuma, Vittorio Ingraldo per il Movimento Cittàmia ed il sindacalista Totò Chinnici per i Circoli di Iniziativa Riformista.

La presidenza onoraria di MafiaContro è stata assunta dal sen. Carlo Vizzini, componente della Commissione Parlamentare Antimafia e rappresentante speciale dell’OSCE (l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea) per la  lotta contro la criminalità transnazionale.

Il Consiglio Direttivo di MafiaContro si riunirà il 15 ottobre prossimo per eleggere i propri organismi direttivi.

 


17 OTTOBRE 2007

NUOVI CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE DEI BENI CONFISCATI

 

“MafiaContro” – si legge in una nota diffusa dall’associazione cittadina nella quale si riconoscono i Circoli di Iniziativa Riformista - si dichiara a favore del nuovo disegno di legge proposto dal Ministero dell’Interno in collaborazione con quello della Giustizia, volto a regolamentare la complessa procedura del sequestro (prima) e della confisca (successivamente) dei patrimoni illegittimi di cui dispongono i clan mafiosi.

Due le direttive lungo le quali muoversi con assoluta celerità.

a) Colpire Cosa Nostra, requisendo le ricchezze illecitamente accumulate, è l’unica via efficace per svuotare di significato uno dei principali cardini dell’economia mafiosa, ovvero l’accumulo di beni mobili ed immobili attraverso operazioni criminali.

b) Accorciare contestualmente i tempi dell’iter per il trasferimento dal Demanio ai Comuni dei beni, è la migliore risposta per consentire una celere riassegnazione delle risorse confiscate.

Troppo lunghi e farraginosi sono i tempi attuali per il completamento di tutte le fasi che, dopo un lasso di tempo che si aggira intorno ai dieci anni, finiscono per vanificare gli sforzi compiuti dall’autorità giudiziaria oltre a rendere inservibili immobili ed imprese sopraffatte dal degrado e dall’assenza di una amministrazione oculata.

MafiaContro, preso atto dell’elencazione dei beni immobili in possesso del Comune ed elencati nel sito di Palazzo delle Aquile, chiede all’amministrazione comunale quali siano i criteri adottati per l’assegnazione degli stessi alla pubblica fruibilità. Soprattutto per qualche concerne gli appartamenti destinati a civile abitazione in un momento in cui – come accaduto per le case popolari di Via Amm. Rizzo – da tempo è in atto una guerra tra poveri per accaparrarsi un tetto.

 


5 NOVEMBRE 2007

ARRESTATO LO PICCOLO, GRAZIE ALLE FORZE DELL’ORDINE

 

“Splendido il risultato conseguito dalle Forze dell’Ordine” – afferma Renato Campisi in un comunicato stampa a nome dell’Associazione Mafia Contro.

“L’arresto dei Lo Piccolo, gli eredi naturali del boss Bernardo Provenzano, segna una svolta nella lotta contro la mafia e le connivenze che hanno accompagnato la latitanza ultraventennale di una famiglia di mafiosi di rango.

Oggi, con questo risultato, la Sicilia può ritenersi più libera, svincolata dall’oppressione esercitata dai grandi criminali che hanno infangato con la loro ferocia e con la loro tracotanza l’intera Isola.

A tutti coloro che, nel corso degli anni, si sono battuti per la libertà e per la legalità, sacrificando la loro vita per un’ideale comune, questo successo investigativo rende giustizia”.

 


22 NOVEMBRE 2007

SOLIDARIETA’ AI VIGLI DEL FUOCO PRECARI

 

Desideriamo solidarizzare con i Vigili del Fuoco palermitani cosiddetti “discontinui”, i quali rischiano di essere beffati dalle nuove norme di stabilizzazione emanate dal Ministero degli Interni.

Senza il loro contributo, alla presenza di un organico nazionale sottodimensionato e con una presenza a Palermo di appena 700 uomini effettivi, i disastri ambientali nella passata stagione sarebbero stati assai più catastrofici di quanto – grazie al loro intervento ed alla loro esperienza – non sia accaduto.

In un momento in cui la Protezione Civile è chiamata a svolgere funzioni assai delicate dando costantemente prova di efficienza, in Italia ammontano a soli 25 mila i VV.FF. con contratto a tempo indeterminato contro i 120 mila della Francia ed i 170 dell’Inghilterra.

Ammontano a 19 mila gli operatori chiamati a svolgere il loro ruolo di vigili del fuoco saltuariamente, in quanto entrano in servizio sol al momento del bisogno od in presenza di calamità.

Si tratta di un modo elegante per indicare la precarietà di lavoratori che da dieci anni attendono una stabilizzazione che non arriva. A Palermo sono oltre ottocento i <<volontari>> dei quali ci si ricorda solo in occasione di eventi tragici.

Non sono pochi i casi in cui vigili del fuoco ci hanno rimesso la vita per salvare altri cittadini palermitani in difficoltà. Ricordiamo gli eventi tragici dei palazzi crollati nei pressi di via Pagano o quello dell’incendio che ha devasto uno stabile di via Ammiraglio Ruzzo.

Di fatto tutti i comandi dell’Isola sono sottodimensionati sia per numero di addetti che per la qualità e la quantità dei mezzi a disposizione.

Basta con la precarietà. Intervenga il governo per correggere il Decreto del Ministro Amato del 30 luglio 2007 in merito alla parte che regola i criteri di selezione per la stabilizzazione. In particolare va cassata la norma che richiede, come condizione per l’accesso ai benefici, l’espletamento di 120 giorni di servizio continuativo a cui deve aggiungersi l’ abrogazione dell’art. 12  della Legge 246/00 nella parte che indica i limiti di età.

 


 3 GENNAIO 2008

NON COMPRIAMO PIU’ DA CHI PAGA IL PIZZO

“Non compriamo nulla da quegli esercizi commerciali che, pagando il pizzo, hanno alimentato l’economia mafiosa e non si recano spontaneamente in procura a fornire la loro testimonianza. Disertiamo ristoranti, bar e negozi che ancora oggi, nonostante l’evidenza dei fatti, negano di avere subito ed assecondato le pressioni di Cosa Nostra”.

Lo sostiene in un comunicato l’Associazione Mafiacontro. “Adesso non ci sono più alibi. I nomi degli esercenti che si sono piegati alla pratica del taglieggiamento sono noti. Il silenzio oggi non può essere addebitabile esclusivamente alla paura. E’ la mentalità accondiscendente che va condannata. Il costo della tangente, inevitabilmente, è stato riversato su tutta la collettività che – inconsapevolmente – ha dovuto farsi carico dell’aumento dei prezzi praticati dagli operatori commerciali che hanno trasferito sui loro clienti gli oneri del malaffare. La conseguenza è stata quella di alimentare un’economia drogata che ha gravato pesantemente su una città alla perenne ricerca di un riscatto morale e culturale che tarda ad arrivare”.


Per ulteriori informazioni, contattare:

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Ultimo aggiornamento: 04-02-08