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COMMERCIANTI ED IMPRENDITORI

DENUNCIATE I VOSTRI AGUZZINI

 

    I successi delle Forze dell'ordine e della Magistratura hanno seriamente mutilato i vertici di Cosa Nostra ed anche molti degli estortori sono stati consegnati alla giustizia. Le associazioni delle categorie produttive hanno reagito adottando importanti codici di comportamento, sfidando la mafia e richiedendo - a pena di espulsione - comportamenti coerenti agli iscritti. Tuttavia occorre che ogni operatore decida di rompere con il passato, cooperando e riponendo la propria fiducia nello Stato e nelle Forze dell'ordine.

    Non è pensabile che si possa determinare una sorta di terza posizione all'insegna di "né con lo Stato né con la mafia" nel senso che non si è mafiosi, ma si paga per non avere fastidi, mentre si dice di essere con lo Stato, ma gli si occultano i pagamenti a favore della mafia.

    Una posizione così ambigua farebbe solo il gioco di Cosa Nostra indebolendo, sino a vanificarlo, lo sforzo di quanti sono impegnati in prima linea..

    Chi, nel passato, ha subito la violenza dell'intimidazione, oggi può liberarsi da questo peso sapendo che lo Stato lo protegge e non contesta come reato una violenza subita. Chi tace su quanto viene scoperto negando l'evidenza, così come chi pensa di continuare a tacere sul presente e sul futuro, va sanzionato non solo moralmente ma anche giuridicamente.

    Se non facessimo così saremmo noi stessi a dare del nostro Stato l'immagine di un soggetto fragile ed incapace di tutelare i propri cittadini. Finiremmo per legittimare la violazione della legalità ed affermare noi stessi che la mafia è un male al quale bisogna piegarsi. Faremo di questo una grande battaglia. Istituiremo un numero telefonico al quale ci si può rivolgere per denunciare ed essere assistiti. In sostanza, chiediamo una rivolta delle coscienze ed  una severa presa di posizione delle forze politiche che non possono più limitarsi ad applaudire come se la politica fosse solo spettatrice.

    L'iniziativa degli amici di MafiaContro è una provocazione, volta a convincere i cittadini che il pizzo e le estorsioni hanno un costo che riguarda l'intera collettività. E', infatti, il prezzo di tutti i beni - anche di quelli di largo consumo - che lievita a Palermo più che altrove. Questo perché è sul valore al dettaglio che viene scaricato - in qualche modo - anche il costo del pizzo. Questa considerazione deve convincere tutti i cittadini che, quotidianamente, la mafia mette le mani nelle loro tasche e che, conseguentemente, il fenomeno estortivo non riguarda soltanto i commercianti e gli imprenditori taglieggiati.

    C'è bisogno di una grande rivoluzione culturale. I commercianti, a loro volta, sappiano che accettare di pagare costringe indirettamente i consumatori a farlo a loro volta. Ai commercianti ed agli imprenditori va anche detto con chiarezza che, oggi, ci sono le condizioni per resistere rivolgendosi ed avendo fiducia nelle istituzioni.

                  Sen. Carlo Vizzini

Delegato OSCE per la lotta alla

criminalità transnazionale


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Ultimo aggiornamento: 04-02-08